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Allarme: le pale eoliche sono entrate in citta'

Raccogliamo il grido d’allarme lanciato dal consigliere comunale Vincenzo Capellupo e che riguarda il parco eolico che si sta realizzando proprio in queste ore in pieno territorio comunale, sulle colline del Sansinato.

Un qualcosa di assolutamente assurdo: la nostra città, già scippata e martoriata da decenni di spoliazioni e speculazioni, sta per essere privata anche di quel poco di eccelso che le era rimasta: i panorami, il paesaggio. La giunta guidata da Rosario Olivo, aveva a suo tempo opportunamente negato le autorizzazioni alla costruzione di tre parchi eolici, previsti nelle località Barone, Santa Maria e, appunto Sansinato. Le ditte proponenti, dopo qualche anno di silenzio, avevano proposto ricorso al TAR, che lo aveva accolto. Sembra che la nuova giunta cittadina non abbia ritenuto opportuno ricorrere al Consiglio di Stato, col risultato che i lavori sono iniziati e la prima torre è già quasi ultimata.  

Auspichiamo una presa di coscienza da parte dell’intera città, indipendentemente dallo schieramento politico. Occorre assolutamente tentare il tentabile quantomeno per sospendere i lavori e fare ulteriori accertamenti sull’intero iter autorizzativo. Ad esempio: è stata realizzata una strada larghissima in piena collina per consentire il trasporto delle enormi torri, è stata autorizzata?

Il consigliere Capellupo ha proposto richiesta urgente di accesso agli atti, in attesa di verificare, ripetiamo, l’intero carteggio relativo alle autorizzazioni, si sospendano i lavori.

Ma quali le competenze comunali e quali quelle regionali? Proprio un paio di anni fa la Regione Calabria diramava una nota stampa nella quale si comunicava la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per “la collaborazione istituzionale tra ministero e Regione per l’elaborazione del Quadro territoriale a valenza paesaggistica, secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali e del paesaggio in virtù delle competenze congiunte assegnate allo Stato e alle regioni dal nuovo articolo 117 della Costituzione italiana”.

Si è convenuto, in sostanza, sulle modalità di collaborazione istituzionale sugli ambiti di applicazione delle norme europee di tutela del paesaggio, che impegnano Stato e regioni a integrare il paesaggio nelle politiche che possono avere una incidenza diretta o indiretta sul territorio. La Regione Calabria, ha addirittura la responsabilità del coordinamento nazionale delle regioni italiane proprio sul tema del paesaggio. Ed è stato nel leggere quest’ultimo passaggio, che siamo rimasti interdetti. Proprio la nostra regione, che negli ultimi qundici anni, con ostinazione trasversale, si è distinta per aver riempito il territorio con centinaia e centinaia di torri eoliche, diffuse a macchia di leopardo, ha il coordinamento nazionale sulla tutela del paesaggio: il colmo. Queste orribili strutture hanno ormai, infatti, invaso colline, coste, pianori. Sono tante quelle installate addirittura a ridosso di abitazioni. Ora sono entrate in piena città.

E’ troppo. Ci aspettiamo una risposta anche dai candidati alla presidenza della regione: che tra un comizio e l’altro ci dicano qualcosa al riguardo. Ci attendiamo inoltre le prese di posizioni delle associazioni ambientaliste, ma bisogna fare in fretta! Per finire, non stiamo qui a sottolineare i tanti dubbi che sono sorti sull’effettiva utilità finale di questi impianti, che, sappiamo, non hanno lunghissima durata, e che quindi sarà onerosissimo, un giorno, smantellare, con il rischio di ritrovarci, da qui a qualche anno, con autentici “cimiteri” di inutile ferraglia. Non stiamo qui a sottolineare che proprio in Calabria le società che le installano hanno trovato terreno fertile, più che altrove, proprio facendo leva su ignoranza e bisogno. Povera Calabria, povera Catanzaro… non bastavano le navi dei veleni, non bastava l’abusivismo imperante: ci hanno privato anche del vento e del paesaggio.


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